Educazione finanziaria, l’Italia ancora attardata

Sebbene si parli tanto di educazione finanziaria, anche in riferimento al territorio italiano, in termini di alfabetizzazione e di ABC di Borsa l’Italia è ancora fanalino di coda europeo. Per averne conferma, sia sufficiente rivolgere lo sguardo alla lunga serie di studi e di ricerche che sono state realizzate negli ultimi anni, e che sono state ribadite dal dossier McGraw Hill Financial sulla raccolta di dati sull’alfabetizzazione finanziaria in tutti i paesi del mondo, realizzato da Gallup con il supporto dei ricercatori Global Financial Literacy Excellence Center di Washington, DC.

Il dossier ha avuto il merito di misurare la conoscenza di base, soffermandosi su quanto i risparmiatori dei singoli Paesi sappiano dei principi elementari che sono alla base delle decisioni finanziarie, come ad esempio il tasso di interesse composto o la diversificazione del rischio.

Ebbene, purtroppo tra le economie avanzate, l’Italia è il paese con il più basso livello di alfabetizzazione finanziaria: solo il 37% degli italiani conosce tre dei quattro concetti fondamentali della finanza, ovvero i concetti di inflazione, diversificazione, interessi composti e capacità di calcolo. In tal senso, l’Italia si avvicina ad alcuni dei Paesi emergenti – più che emersi – visto e considerato che in Brasile il livello è comparabile (35%), o in Sud Africa è maggiore (42%).

Educazione FinanziariaPassando poi alla conoscenza legata alla diversificazione del rischio mentre in Germania, Olanda o Svezia, più del 70% della popolazione risponde in modo appropriato quando gli viene chiesto di spiegare cosa è la diversificazione dei rischio, il quotidiano Il Sole 24 Ore ricorda che in Italia solo il 40% degli intervistati sa risponde correttamente. L’Italia si pone dunque allo stesso livello di Paesi come Grecia (36%) e Tunisia (37%).

Deludono anche i dati di analisi relativi alla suddivisione fra classi di età: nel nostro Paese infatti non solo la conoscenza finanziaria è mediamente più bassa per tutte le classi di età, ma non conferma nemmeno il trend a U rovesciata degli altri mercati, dove gli

adulti (età 35-54) sanno più dei giovani (età 15-34) e degli anziani (con più di 55 anni). I dati relativi all’Italia sono ancora una volta più simili a quelli dei paesi emergenti, visto e considerato che la conoscenza è più alta in assoluto fra i giovani e decresce con l’età; il 47% dei giovani italiani ha una (buona) conoscenza finanziaria, mentre la percentuale fra gli anziani è solo del 35 per cento.

E per quanto concerne le prospettive future? Anche in questo caso, i dati sono abbastanza negativi. È lo stesso quotidiano a ricordare che appena tre anni fa, nei test PISA (Programme for International Student Assessment) dell’Ocse, fra le materie ritenute necessarie per far bene nell’economia moderna e sul mercato del lavoro, è stata aggiunta la conoscenza finanziaria. E che l’Italia, nella lista dei 18 Paesi che hanno partecipato, è arrivata in 17ma posizione (solo la Colombia alle nostre spalle, con alcune regioni che fanno peggio del fanalino di coda).

Insomma, nonostante gli sforzi l’Italia è ai margini del mondo economicamente avanzato per quanto concerne l’educazione finanziaria. Meglio allora correre ai ripari con un pò di sana auto-formazione, ad esempio consultando questa utile guida per investire sulla borsa italiana, e gli altri materiali a disposizione su siti internet qualificati…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*